lunedì 26 settembre 2011

Libertá e kebab n.1






Dove si mangia il kebab piu'buono della citta' a Muscat? Se lo chiedete agli omaniti molti vi risponderanno 'Al Vecchio Turco', ed in effetti non posso che confermare. E' questa una spartanissima osteria nel quartiere di Al Khuwair, un agglomerato urbano di 'edilizia creativa', popolato da varia umanita' e perennemente congestionato dal traffico.


Il Vecchio Turco produce un po' di tutto, ha una manciata di tavolini di plastica sul marciapiede sempre affollati la sera e alcuni straordinari vantaggi: e'aperto 24 ore su 24, fa consegne a domicilio e di recente serve anche succhi freschi di tutti i gusti (la frutta viene centrifugata all'istante). Ma il vantaggio sopraffino e'il seguente: si arriva nei paraggi con la macchina facendosi largo tra la selva di auto che vanno e vengono da tutte le direzioni contro tutti, si schioccano le dita e subito un efficiente ragazzotto, forse bengalese, in maglietta gialla, accorre al vostro finestrino a prendere l'ordine. Massimo cinque minuti ed e' di ritorno con un sacchettino e con le bibite. I panini arrivano ben arrotolati e chiusi uno ad uno in una carta velina bianca, costo singolo? 300 baizas (neanche 50 eurocent). Nella focaccia rotonda di pane arabo, che poi si arrotola, c'e' shawerma di pollo speziata alla cannella, patatine fritte e salsa all'aglio. La shawerma e'il termine con il quale in Egitto si indica il blocco di carne che gira sullo spiedo verticale, e che i turchi chiamano doner.



Al Vecchio Turco si fanno anche panini con la kofta, cioe' piccole salsicce grigliate di carne macinata di agnello con aggiunta di pomodoro e una spatolata di tahina (una crema di ceci). Ma secondo me la shawerma e'piu' buona.


Accanto al Vecchio Turco fanno concorrenza Istamboly Restaurant, in verde, che espone l'insegna con il ritratto del proprietario, e al Turki, in blu. Stesso principio, cambiano solo i colori delle magliette dei ragazzi. Ma il Vecchio Turco non teme confronti! E la liberta' dov'é'?


Semplice, si va la sera, a qualunque ora, (specialmente quando siamo sfiniti dal lavoro), si riparte nel traffico contro tutti, anche contromano, e si va sul mare, spiagga deserta. Sedie da campeggio sempre in macchina, Perrier per Tamer e succo d'ananas per me. Silenzio, mare, qualche gatto goloso e forse poi, un te'.


Qurum Beach visto dal Crowne Plaza

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