lunedì 10 agosto 2009

Ghawazee




La figura romantica della ghawazee (dal termine ghawasi) nel ‘dialetto’ egiziano descrive la ‘zingara’, con una accezione un po’dispregiativa di ladruncola e donna di strada, ed e’ appunto una figura circoscritta essenzialmente alla cultura dell’Egitto. Le ghawasi giravano villaggi e citta' assieme alla carovana nomade di giocolieri, lottatori, musicanti e mangiafuoco per esibirsi in occasioni di feste popolari. Ornate di gioielli e vestite in modo vistoso e variopinto, le ghawazee danzavano e leggevano il futuro dai fondi di caffe’ o dalle conchiglie e dipingevano tatuaggi di henna. Si crede che il loro clan si sia stabilito in modo stanziale nell’Alto Egitto.

Alle ghawazee si ispira in parte la corrente della tribal bellydance nata negli Stati Uniti ma purtroppo le vere ghawazee scomparvero per sempre a meta’degli anni Sessanta per effetto di una legge promulgata durante il regime di Jamal Abdulnasser, che ne proibi’ l’esibizione. Rifiorirono solo per un breve periodo a meta’degli anni Settanta durante il piu’luminoso mandato del presidente egiziano Anwar Elsadat.

L’immagine romantica e’incastonata nel film in bianco e nero ‘Tamr Henna’ (Fiori di henna, 1957), dove Naima Akef, stella del cinema e della danza, interpreta una ghawazee corteggiata da un gentiluomo del Cairo. Dubito che qualcuno possa mettersi a guardare il film, ma se capitasse, troverete una commedia leggera che contiene numerose sequenze di ballo, canto, e preziosi spunti per l’abbigliamento.

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